bollettino informativo elettronico del GRUPPO SPELEO G.CHIERICI RE

TRIASSIK KARSNEVAL

festa contro l’abbruttimento della valle carsica dei gessi triassici
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Per quale motivo tante persone, abitanti lontano dai GESSI DELLA VAL SECCHIA, hanno a cuore questa zona e si battono per la sua difesa?

Perché la conoscono e apprezzano anche nei suoi aspetti più nascosti e impensabili.

Il Gruppo Speleologico Paletnologico G. Chierici di Reggio Emilia, operante dal 1969 nell'area carsica dei gessi triassici della Val Secchia, ha dato un contributo determinante alla conoscenza scientifica internazionale di questo territorio di straordinario valore paesaggistico e naturalistico. Una vasta letteratura ne testimonia la ricerca e richiama gli amministratori e tutti gli animi sensibili a tutelarne la fragilità.

Per questo ci sentiamo in dovere, di fronte al progetto di istituzionalizzare la pista Gatta - Pianello, di esprimere il nostro dissenso pieno per un’opera nata come provvisoria e che ora rischia di diventare un insulto permanente alla naturalità della valle.

I motivi del nostro NO alla pista:

1 - Entrando in valle basta guardarsi attorno per rendersi conto della particolarità del paesaggio. "Pareti cadenti a picco sul letto del fiume, di una bianchezza abbagliante, specie se percosse dal sole, tagli netti e dirupati nella massa rocciosa che mostra la sua stratificazione contorta e tormentata, forre boscose, rarissimi abitati...". Così la descrisse Celso Guareschi nel 1949.

Non c'è luogo al mondo che sia paragonabile a questo. Perché alterarlo con una strada inutile?

2 - I gessi triassici sono parte integrante del Parco Nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano e per il loro indubbio valore la Regione li ha proposti come Sito d’Interesse Comunitario. Com'è possibile concepire una strada di attraversamento in questo ambiente? E com'è possibile chiamarla pista prevedendola larga addirittura 8 metri e mezzo?!

3 - L'area, a causa della sua natura impervia ed instabile, vanta una presenza dell’attività umana bassissima. Da sempre la saggezza dell'uomo la ha preservata da insediamenti e opere viarie importanti. E' così insensato conservare questa identità che Fernando Malavolti definì non recente, bensì endemica?

4 - Si afferma che la “pista” sia utile allo sviluppo della montagna e freni il suo spopolamento, ma come molte altre strade di montagna favorirà soltanto pendolarismo, esodo ed impoverimento: queste sono le conclusioni di un importante studio della facoltà di Economia dell’Università di Parma, che hanno analizzato pro e contro di questa “pista”.

5 - Le ragioni vere dell'accanimento con cui si pretende la strada sono da un lato l'idea di proseguirla in seguito fino a Busana; dall'altro la possibilità di giustificare una rapina continuata di ghiaia al greto per la sua realizzazione e manutenzione.

6 - I gessi della Val Secchia sono le rocce più antiche della provincia. La loro alta solubilità, unitamente alla tormentata stratigrafia e al diapirismo (fenomeno di innalzamento) le rende estremamente vulnerabili. La sottrazione di ghiaia al fiume provocherà mutamenti nel flusso idrico, che metteranno a rischio l'assetto dei versanti, e probabilmente la strada stessa.

7 - Nei gessi sono censite circa 90 grotte, molte delle quali con veri e propri torrenti sotterranei, sconosciute ai progettisti della “pista”. Molte di queste potrebbero essere compromesse dai mutamenti di regime idrico del fiume dovuti all'asporto di ghiaia, compresa la grotta più bella ed importante dei gessi triassici italiani.

8 - Lo studio di questi ambienti sotterranei, oltre all’esplorazione di chilometri e chilometri di ambienti sotterranei, ha avuto importanti risultati imprevisti: ad esempio l’acqua che entra impura nel sistema carsico del Tanone esce potabile alle risorgenti, attraverso un meccanismo che richiederebbe ben altro interesse ed attenzione. Sbarrare le risorgenti con l’innalzamento della strada provocherà sicuramente conseguenze gravi ai torrenti sotterranei.

9 - La pista Gatta - Pianello è stata realizzata su una fascia vegetazionale di grande rilevanza regionale. La sua messa in sicurezza renderà definitivo lo scempio ambientale che costituisce, tra cui la distruzione totale e irreversibile della zona umida delle risorgenti del Tanone.

Il progetto prevede di spostare 20.000 metri cubi di materiali “raschiando” una vasta area del fiume per innalzare la pista e renderla meno vulnerabile alle piene; allo stesso tempo si dichiara che non ci saranno impatti ambientali.

10 - Dal punto di vista floristico l'area dei gessi è tra le più importanti d'Italia, ospitando un undicesimo dell'intera flora nazionale. Nel suo comprensorio sono presenti oltre 500 specie spontanee, tra cui 22 specie rare a livello regionale, 59 protette, 23 extrazonali. Numerose entità comprese in questo elenco si trovano nella fascia interessata dalla pista e pagheranno duramente la cecità dell'uomo. Altre potrebbero subire danni indiretti.

11 - Le stesse fonti di Poiano, già fortemente alterate dalla turisticizzazione del sito, con l'incremento di presenze dovuto alla strada, perderanno via via la loro ricchezza e bellezza.

12 - Nonostante l’innalzamento della “pista” è prescritto dal Servizio Tecnico Bacini Enza e sinistra Secchia:

“… ai fini dell’incolumità pubblica, risulta fondamentale l’efficacia del sistema di monitoraggio continuo della situazione idraulica e idrologica con gli strumenti di controllo dei livelli dell’acqua e delle portate del fiume e dei dispositivi di segnalazione automatici per la prevenzione del pericolo … condizioni minime necessarie per tendere a mitigare il rischio idraulico … con i tempi necessari per l’evacuazione della pista in caso di pericolo”.

13 - L’innalzamento della pista ed il restringimento della valle metteranno a rischio innanzi tutto il borgo di case posto sull’altra sponda del fiume. Ad ogni alluvione è bollato come “criminale” chi costruisce nell’alveo dei fiumi ostacolando il deflusso delle acque: proprio l’azione che si sta realizzando. L’eventuale prolungamento verso Busana, poi, interesserebbe sezioni di fiume ancora più strette, aumentando l’energia del fiume ed aggravando la situazione anche a valle.

14 - Per la manutenzione della pista sono stati spesi milioni di euro negli anni passati (per una pista ufficialmente chiusa al traffico) e molti di più se ne dovranno spendere quando il fiume reclamerà il suo spazio vitale.

15 - Quali danni saranno arrecati alla fauna di questi luoghi quasi selvaggi dall’aumento di traffico? Nessuno si preoccupa di garantire la loro tranquillità, almeno in un parco nazionale?

16 - Una visione autenticamente ecologista considera strettamente correlate le diverse componenti di uno stesso territorio. Le azioni che i sostenitori della strada dicono essere prive di impatto ambientale, in realtà avranno ripercussioni imprevedibili, ma certamente significative, anche a distanza.

L'insieme dei fattori che fanno della zona carsica dei gessi triassici un sito tra i più importanti d'Europa, richiederebbe tutt'altra considerazione da parte di chi amministra il territorio. Ma ancora una volta ci troviamo di fronte all'incapacità di apprezzare il valore di ciò che si possiede e di farne un patrimonio duraturo da trasmettere integro alle generazioni future. Vale solo ciò che è monetizzabile o ciò che serve a cavalcare un consenso provvisorio.

E’ evidente come ogni studioso esperto dei vari aspetti peculiari di quest’area si pronunci contro questi lavori, dai botanici agli economisti, dai tecnici agli speleologi.

Oltre a questi consigli inascoltati, una cosa è chiara a tutti: la vera ricchezza della Val Secchia è lasciarla intatta, perché i figli non maledicano i propri padri a causa di questo ottuso scempio.


Re; marzo 2003


il Gruppo Speleo-Paletnologico G. Chierici di Reggio Emilia